10 mar 2010 @ 6:15 PM 

a colori :)

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 07 mar 2010 @ 8:58 PM 

è solo più rapido. Guardati dal lato oscuro!

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 07 mar 2010 @ 8:23 PM 

il mio pokemon Rufio sta finalmente evolvendosi al livello superiore. prima scappava solo come un coniglio, ora inizia ad assumerne le sembianze. RUFIO, HO SCELTO TE!!!!!!

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 07 mar 2010 @ 11:44 AM 

mi piace :)

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 04 mar 2010 @ 11:47 AM 

stamattina ho ricevuto una mail da un amica (ottima cuoca ma questo non c’entra) con un estratto “rimaneggiato” di una lettera di Elsa Morante del 1° maggio 1945.

mi sono andato a cercare l’originale per capire quanto fosse differente… bhè non lo è poi troppo.

l’immagine fa riferimento invece al video delle All Saints “Rocksteady” in cui le quattro pulzelle organizzano una rapina in banca e omaggiano il nostro premier con un riferimento preciso. il nome del direttore della banca è infatti “Benito Berlusconi”… che avranno voluto dire? Possibile che quattro cantanti arrivino dove molti italiani non vogliono arrivare?

ringrazio l’autore del blog www.ilprimoamore.com da cui ho bellamente copiato il testo integrale (http://www.ilprimoamore.com/testo_1714.html)

la lettera:

Il capo del Governo

Mussolini e la sua amante Clara Petacci sono stati fucilati insieme, dai partigiani del Nord Italia.
Non si hanno sulla loro morte e sulle circostanze antecedenti dei particolari di cui si possa essere sicuri. Così pure non si conoscono con precisione le colpe, violenze e delitti di cui Mussolini può essere ritenuto responsabile diretto o indiretto nell’alta Italia come capo della sua Repubblica Sociale.
Per queste ragioni è difficile dare un giudizio imparziale su quest’ultimo evento con cui la vita del Duce ha fine. 
Alcuni punti però sono sicuri e cioè: durante la sua carriera, Mussolini si macchiò più volte di delitti che, al cospetto di un popolo onesto e libero, gli avrebbe meritato, se non la morte, la vergogna, la condanna e la privazione di ogni autorità di governo (ma un popolo onesto e libero non avrebbe mai posto al governo un Mussolini). Fra tali delitti ricordiamo, per esempio: la soppressione della libertà, della giustizia e dei diritti costituzionali del popolo (1925), la uccisione di Matteotti (1924), l’aggressione all’Abissinia, riconosciuta dallo stesso Mussolini come consocia alla Società delle Nazioni, società cui l’Italia era legata da patti (1935),la privazione dei diritti civili degli Ebrei, cittadini italiani assolutamente pari a tutti gli altri fino a quel giorno (1938).
Tutti questi delitti di Mussolini furono o tollerati, o addirittura favoriti e applauditi. Ora, un popolo che tollera i delitti del suo capo, si fa complice di questi delitti.
Se poi li favorisce e applaude, peggio che complice, si fa mandante di questi delitti. 
Perché il popolo tollerò favorì e applaudì questi delitti? Una parte per viltà, una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse o per machiavellismo. Vi fu pure una minoranza che si oppose; ma fu così esigua che non mette conto di parlarne. Finché Mussolini era vittorioso in pieno, il popolo guardava i componenti questa minoranza come nemici del popolo e della nazione, o nel miglior dei casi come dei fessi (parola nazionale assai pregiata dagli italiani).
Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano è cosìffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo tornaconto.

Mussolini, uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed è un perfetto esemplare e specchio del popolo italiano contemporaneo. Presso un popolo onesto e libero, Mussolini sarebbe stato tutto al più il leader di un partito con un modesto seguito e l’autore non troppo brillante di articoli verbosi sul giornale del suo partito. Sarebbe rimasto un personaggio provinciale, un po’ ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti, e offensivo per il buon gusto della gente educata a causa del suo stile enfatico, impudico e goffo. Ma forse, non essendo stupido, in un paese libero e onesto, si sarebbe meglio educato e istruito e moderato e avrebbe fatto migliore figura, alla fine.
In Italia, fu il Duce. Perché è difficile trovare un migliore e più completo esempio di Italiano.

Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso: Vanitoso. Bonario. Sensualità facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza, alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondità, se fa della beneficenza è per questo motivo, oltre che per vanità e per misurare il proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma è snob e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la loro ammirazione lo sollecita. Come la cocotte che si vende al vecchio e ne parla male con l’amante più valido, così Mussolini predica contro i borghesi; accarezzando impudicamente le masse. Come la cocotte crede di essere amata dal bel giovane, ma è soltanto sfruttata da lui che la abbandonerà quando non potrà più servirsene, così Mussolini con le masse. Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa, Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur ignorandole le disprezza o non cura, in fondo, per egoismo e grossolanità. Superficiale. Dà più valore alla mimica dei sentimenti , anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far effetto su un pubblico volgare. Gli si confà la letteratura amena (tipo ungherese), e la musica patetica (tipo Puccini). Della poesia non gli importa nulla, ma si commuove a quella mediocre (Ada Negri) e bramerebbe forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie sarebbe stato forse un Mecenate, per vanità; ma in tempi di masse, preferisce essere un demagogo. 
Non capisce nulla di arte, ma, alla guisa di certa gente del popolo, e incolta, ne subisce un poco il mito, e cerca di corrompere gli artisti. Si serve anche di coloro che disprezza. Disprezzando (e talvolta temendo) gli onesti , i sinceri, gli intelligenti poiché costoro non gli servono a nulla, li deride, li mette al bando. Si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando essi lo portano alla rovina o lo tradiscono (com’è nella loro natura), si proclama tradito, e innocente, e nel dir ciò è in buona fede, almeno in parte; giacché, come ogni abile mimo, non ha un carattere ben definito, e s’immagina di essere il personaggio che vuole rappresentare.

Elsa Morante.

Questa pagina, datata 1° maggio 1945 e pubblicata su Paragone Letteratura, n. 456, n.s., n.7, del febbraio 1988, è ora nel Meridiano delle Opere, Milano 1988, vol. I, pp. L-LII

———————-
in alcuni punti la somiglianza è impressionante!

steeeve

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Last Edit: 04 mar 2010 @ 11:47 AM

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 27 feb 2010 @ 12:51 PM 

quasi al brennero

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 26 feb 2010 @ 6:20 PM 

sembra un’albero di natale spero di non passare qui le feste. per il pilota della lancia Y targata DP976HD spero che ti scoppi una gomma in curva, che tu non ti faccia nulla ma che la macchina sia da buttare

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 26 feb 2010 @ 5:27 PM 

milano ti ama così tanto che non vuol mai farti andar via…

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 26 feb 2010 @ 11:43 AM 

prescrizióne: prescrizióne
s. f.
{diritto} Come termine giuridico: nel diritto penale, rinunzia da parte dello Stato alla potestà di punire, in seguito all’avvenuto decorso di un certo periodo di tempo dalla consumazione di particolari reati; nel diritto civile, perdita di un diritto da parte di chi ne sia titolare, nel caso che questi non lo faccia valere, per sua inerzia, entro un determinato spazio di tempo.

cioè il crimine è stato commesso ma lo stato non lo persegue più (per decorsi termini ad esempio)

————————————-

assoluzióne [assolu'tsjone]
s.f.
sf
{diritto} dichiarazione del giudice che libera l’imputato dalle imputazioni

cioè il crimine NON è stato commesso ed il giudice assolve l’imputato

———————————

ogni riferimento a persone o cose è voluto

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 25 feb 2010 @ 7:08 PM 

un nuovo arrivato nella collezione dei miei pollidigomma.
siamo circa a 70 (sì, un giorno mi metti e li catalogo, magari ci faccio pure un bel database access con immagini e catalogo collegato)
che dire, non è un amore?
Non capisco come si possa pensare di darlo ad un cane.
steeeve

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